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Francesco Corbetta

Francesco Corbetta (1615-1681)

Capricci e Follie

Transcribed for guitar by Jacopo Gianninoto

ARMELIN MUSICA EDITORE

Francesco Corbetta, il più grande chitarrista e compositore di musiche per lo strumento del XVII° secolo, nacque a Pavia nel 1615. La sua fama di virtuoso era estesa a tutte le più importanti corti europee, e la sua vita fu un continuo viaggio tra una corte e l’altra.

In Italia pubblicò a Bologna la sua prima opera, e fece parte a Brescia della “Accademia degli Erranti” con il soprannome di Capriccioso e con il motto “Sembra capricio ma ne trago il vero”. Dedicò il suo libro “Varii Capricii per la ghittara spagnuola” (da cui sono tratti molti dei brani di questo volume) a Carlo II Gonzaga, dunque è probabile la sua presenza anche presso il Ducato di Mantova.

Nel 1648 venne pubblicato a Bruxelles “Varii Scherzi di Sonate per la Chitara Spagnola” con dedica a Leopoldo Guglielmo Arciduca d’Austria, e successivamente sono noti alcuni suoi viaggi in Spagna e in Germania, dove dedicò un libro al “Serenissimo Georgo Guglielmo Duca di Bronsvich e Luneburg”.

Visse poi a Londra tra il 1659 e il 1670, anno in cui venne invitato a Parigi alla corte di Luigi XIV a cui dedicò “La Guitarre Royale”. Passò il resto della sua vita come virtuoso presso le corti inglesi e francesi, e morì a Parigi nel 1681…”Al cielo degli onori alto e immortale, si vola sol de la virtù con l’ale…Francesco Corbetta Pavese, Academico tra gl’Erranti di Brescia, il Capriccioso.”

Nel presente volume sono stati inclusi alcuni preludi, due follie e una suite in tre movimenti (almanda, corrente e sarabanda). Per quanto riguarda le trascrizioni, non sono state aggiunte note sulla sesta corda (salvo un paio di casi) anche se quando la struttura polifonica lo consiglia, è possibile trasportare o raddoppiare alcune note per completare gli accordi e la linea del basso (personalmente consiglio di ridurre al minimo questa pratica). Gli abbellimenti sono da eseguirsi secondo le possibilità tecniche e il contesto musicale e per la notazione moderna si è adottato il simbolo generico del trillo. Ovviamente le tecniche d’esecuzione sono diverse, e le “botte” che si usano per suonare gli accordi sulla chitarra barocca sono improponibili per quanto riguarda la chitarra classica; è compito dell’interprete in ogni caso decidere come eseguire gli accordi, tenendo conto che nelle intavolature di Corbetta è sempre segnata la direzione della “botta”: verso il basso nei tempi forti (e a volte nei cambi di accordo) e verso l’alto nei tempi deboli.

Jacopo Gianninoto

 

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