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J.H. Kapsperger

J.H. Kapsperger (1580-1651)

Il Tedesco della Tiorba

Transcribed for guitar by Jacopo Gianninoto e Paolo Muggia

ARMELIN MUSICA EDITORE

Johannes Hieronymus (o Giovanni Girolamo) Kapsperger, "Nobile alemano", nacque a Venezia intorno al 1580, dove inizio’ la sua carriera di virtuoso, e trascorse la maggior parte della sua vita a Roma dove mori’ il 17 Gennaio 1651. Fu considerato dai suoi contemporanei uno dei piu’ grandi virtuosi, e le sue opere di cui e’ rimasta testimonianza scritta spiccano per l'attualita’, sia dal punto di vista ritmico che dal punto di vista armonico. Per lui, come per la maggior parte dei compositori di musiche per la famiglia dei liuti, la storia della musica riserva uno spazio ridottissimo, soprattutto se rapportato all'importanza che tale repertorio aveva un tempo. Speriamo che questo libro, come gli altri volumi della collana, possa aiutare a diffondere la conoscenza di questa meravigliosa epoca musicale. I brani di questo volume sono tratti dal "Libro quarto d'intavolatura di Chitarrone [Tiorba]", introdotto cosi’ da chi lo raccolse e lo pubblico’ a Roma nel 1640 : "D'ogni applauso di Voce sono degni i meriti del suono ; poiche nella pace e nella guerra riportano egualmente palme, e trionfi. I Grethi nelle loro legationi, quando trattavano di pace, solevano cio’ fare a suono di Cethera ; et i Lacedemonij a’ suono di Lire abbattevano in campo i nemici ; E tra gl'antichi i suoni furono anche stromenti degli dei. Cosi gran tesoro ritrovasi appresso di me di singulari note da V.S. illustrato, ed era il quarto libro della sua famosissima Tiorba. Sarei stato invidioso dell'istessa virtu’, se non fossi stato propagatore di si degna Opera" Nello stesso libro sono contenuti dei significativi avvertimenti per l'esecutore : " Il sonar senza trilli, over'accenti, fuor che ne luoghi dove la prestezza sia tale che non li ammetta, e’ cosa insipida; si trillara’ overo accentuara’ ogni botta quando si possa : eccettuando l'arpeggiate in tale e tal luogo, perche’ da se stesse apportano vaghezza; ma quelle di tre dua et una corda, senza trillo sono morte..."

Jacopo Gianninoto & Paolo Muggia

 

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