Alessandro Piccinini (1566-1639)
L’arte della variazione
Transcribed for guitar by Jacopo Gianninoto e Paolo Muggia
ARMELIN MUSICA EDITORE
Alessandro Piccinini (1566-1639), è sicuramente tra i più importanti compositori di musiche per Liuto, Arciliuto e Tiorba. Un contrappunto rigoroso, a volte quasi fiammingo, caratterizza la sua musica che sposa il rigore musicale ad una enorme fantasia creativa. Il presente volume, primo di una serie che dedicheremo al grande compositore bolognese, raccoglie alcuni tra i brani più significativi di una pratica molto usata al tempo, la variazione su arie, basso continuo etc. Ecco qui di seguito, parola per parola, alcuni avvertimenti che Piccinini stesso volle inserire come introduzione al suo "Intavolatura di Liuto et di Chitarrone [Tiorba] Libro Primo" edito in Bologna nel 1623. Del Suonare netto : "Dico dunque, che frà le parti principali le quali si ricercano al buon suonatore, l'una, & molto importante è il suonare netto, & polito ; Di maniera che che ogni minimo tocco di corda sia schietto, come Perla, & chi non tocca in questa maniera è poco da stimarsi ; E certamente gran diligenza conviene usarsi per suonare cosi [...]" Del Suonare Piano, e Forte : "Frà le molte singolarità del Liuto, l'una delle principali è l'havere il poter suonarsi piano, e forte, il che è cosa molto affettuosa ogni volta però, che venga à proposito essercitata ; Perche quando la compositione è allegra, all'hora si deve suonar forte, ma non crudo, & aspro, e spetialmente quando si suonano fantasie ò canzoni musicali si deve suonare forte, quella corda, che farà il soggetto, ò fuga, ma gli accompagnamenti dolci, accio non s'ammorzi il soggetto ; si suona poi piano, dove la compositione ha del cromatico, ò melanconico, ò del grave, overo ha delle durezze ; ma però in modo che il suono riesca dolce, e non sordo, ò muto, Anzi allargando alquanto la misura con destrezza, e giuditio, riuscirà tanto più affettuoso il suonare, e poche sonate si troveranno, nelle quali il giuditioso suonatore non habbia opportuna occasione d'essecitare questo suonare ondeggiato, ò vogliamo dire piano, e forte, e dove la musica è piena di durezze, per variare riesce molto buono suonare alle volte, come s'usa a Napoli, che alle durezze ribattono più volte quell'istessa dissonanza hor piano, & hor forte, e quanto è più dissonante, tanto più la ribattono, ma veramente questo suonare riesce meglio in fatti, che in parole, e particolarmente à chi gusta il suonare affettuoso."
Jacopo Gianninoto & Paolo Muggia
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